mi.mi creation - pellicce e accessori monza milano

La moda passa, lo stile resta.

(Coco Chanel)

C'è chi la vuole rigorosamente vera. Preziosa e caldissima. E non rinuncia al "lusso" artigianale di un capo in pelliccia naturale.

Alcune persone pensano che il lusso sia l'opposto della povertà. Non lo è. È l'opposto della volgarità.

(Coco Chanel)

mi mi creation pellicce monza

Pellicce sintetiche o pellicce naturali?

Il 2018 è stato l'«anno della pelliccia», non perché le pellicce siano tornate particolarmente di moda – anche se in parte sì, soprattutto nelle versioni sintetiche colorate e un po’ cafone – ma perché sono al centro di un grosso dibattito tra esperti e appassionati del settore.

Ora il dibattito si è spostato un po’ più in là, allargandosi non solo alle preoccupazioni degli animalisti ma cercando di capire se le pellicce sintetiche siano da preferire a quelle naturali: in molti, tra stilisti e ambientalisti, sono convinti di no.

Per prima cosa le pellicce sintetiche sono fatte di acrilico che ha bisogno di centinaia di anni per essere smaltito in una discarica, contrariamente a quelle di pelo vero che sono biodegradabili, si smaltiscono in pochi anni e si possono riciclare. In generale le microfibre sono molto dannose e diversi studi hanno mostrato che le piccole particelle che le compongono si disperdono nell’acqua del lavaggio dei capi, e se non vengono filtrate finiscono negli oceani, nei corsi d’acqua e ingerite dai pesci e dagli altri animali acquatici.

Quelle sintetiche sono molto inquinanti, mentre quelle di pelo vero aiutano a mantenere l’ecosistema di alcuni posti e a garantire profitti economici alle popolazioni indigene, che possono continuare a cacciare animali selvatici come volpi, castori e coyote. Ma la catena del valore è lunghissima, il mercato mondiale è di circa 40 miliardi di dollari. Il sistema produttivo delle pellicce naturali è completamente diverso da quelle sintetiche e la perdita di milioni di posti di lavoro sarà inevitabile. «Come se la disoccupazione che abbiamo già non fosse abbastanza». Tutti gli stilisti che hanno rinunciato al pelo naturale, dovranno addossarsi la responsabilità dei bambini che non avranno sostentamento, ivi comprese tutte le loro famiglie, per il benessere di animali d'allevamento che non sarebbero mai nati!

Oltre all’importanza economica dell’industria della pellicceria, occorre pensare al vero significato di ecosostenibilità: «Si calcola che l’87% dell’abbigliamento e accessori che compriamo finisca in una discarica entro cinque anni. Le pellicce naturali fanno parte del restante 13%: durano nel tempo, spesso passando di madre in figlia».

La marca londinese Mou, per esempio, considera le pellicce sintetiche “inquinanti e non biodegradabili”. Inoltre, sostiene Mou, non sono traspiranti e causano cattivi odori che spesso restano attaccati al tessuto, portando chi le indossa.

In tutto questo è difficile che la moda delle pellicce e degli inserti in pelo finisca: piace molto ai più giovani e agli adolescenti, tra i principali clienti del mondo della moda; in particolare il mercato mondiale delle pellicce, stando ai dati 2017-2018.

Infine, non illudetevi di essere voi a scegliere cosa indossare, ma il mercato che manipola le vostre menti.

- M. M.